Selezione genetica
Grazie alla selezione genomica, i processi di miglioramento genetico nei bovini da latte sono in continua evoluzione e stanno diventando sempre più efficienti. Più strumenti, più scelta, più accuratezza: ecco cosa la genomica mette a disposizione di allevatori e tecnici che intendono migliorare il livello genetico dei propri animali.
Il miglioramento genetico dei bovini da latte è stato segnato nel tempo da molte innovazioni tecnologiche, che hanno permesso agli allevatori di razza Frisona di passare dalle produzioni intorno ai 60 quintali degli anni ‘80 alle produzioni di 95 quintali del 2014. La prima è stata la fecondazione artificiale, che ha reso possibile diffondere in modo massiccio il potenziale genetico dei tori miglioratori nella popolazione. La seconda innovazione è stata lo sviluppo di modelli lineari per la valutazione genetica dei tori e delle vacche, cresciuta nelle sue potenzialità di pari passo con la capacità di elaborazione dati dei computer e arrivata al suo culmine all’inizio degli anni ‘90, con l’introduzione del Blup animal model. Questo ha permesso di mettere a punto sistemi accurati per l’identificazione dei soggetti, maschi e femmine, portatori di superiorità genetica, a partire dall’elaborazione dei dati anagrafici e fenotipici raccolti sulle performance produttive, riproduttive, morfologiche e funzionali delle bovine allevate. La terza innovazione è quella apportata dalla genomica, che oggi consente di scegliere con maggiore accuratezza, rispetto al passato, i tori miglioratori, di opera- re scelte sulla rimonta, che contribuiscono a migliorare l’efficacia della selezione e a velocizzarne i tempi, e di fornire nuovi strumenti per migliorare il potenziale genetico della mandria in ogni azienda.
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