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L'altra faccia della professione

Post-pandemia e le sue conseguenze psicologiche

I medici veterinari, per tutto il periodo di quarantena, hanno continuato a tutelare la salute degli esseri umani, vigilando sullo stato sanitario degli animali da compagnia e quello degli animali in allevamento e sulla qualità e la salubrità degli alimenti; considerati i prodromi, è legittimo chiedersi se questo carico fisico ed emotivo potrà avere delle conseguenze.

Abbiamo vissuto giorni intensi, di paura e smarrimento. Giorni incerti, sospesi in un silenzio assordante lacerato, a tratti, dall’urlo di qualche sirena. Giorni di sospetto e d’allarme. Un allarme che riguarda tutti e tutto, anche ora che il peggio sembra essere alle spalle. Quelle relazioni nelle quali, fino a ieri, ci eravamo sentiti sicuri non lo erano più. Quei percorsi che facevamo in tranquillità, nella noiosa e nostalgica abitudinarietà delle nostre giornate, appaiono, anche oggi, pieni di insidie per un virus che si nasconde in ogni dove, e anche il solito banale “mal di gola” può nascondere le paure per un sospetto di contaminazione. Ci si avvicina all’altro con diffidenza, poiché chiunque potrebbe essere il famigerato “portatore sano”. A livello collettivo siamo passati improvvisamente da una condizione di potenza e controllo a una di fragilità. Lo shock si scatena proprio perché siamo abituati a vivere in modo sufficientemente abitudinario e affrontiamo con grande difficoltà i cambiamenti. Questa perdita di certezza, questa situazione contraddittoria è destabilizzante poiché facendoci perdere certezze ci toglie anche l’illusione di poter controllare ogni cosa. 

Quando sentiamo di non avere il controllo abbiamo la percezione che la vita stessa ci sfugga dalle mani e così regrediamo a una situazione più emotivamente caratterizzata. Una sorta di “ritorno alle origini dell’uomo”, un ripiegarsi alla istintualità, alla pulsionalità e ai livelli più basici del nostro essere. Difficoltà, disagi, ostruzioni nel cammino di ognuno si riaprono come delle ferite che non hanno più la tutela della nostra coscienza e delle nostre capacità riflessive, ma [...]

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