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Associazioni professionali

Un argomento che richiede qualche riflessione

In un contesto veterinario, l’apporto di capitali esterni può fare la differenza, tuttavia la scelta di coinvolgere uno o più finanziatori esterni comporta l’obbligo di modificare una visione prevalentemente veterinaria, con un’altra più asetticamente gestionale; scelta non certo facile per una categoria come la nostra.

C’è stato un lungo periodo di tempo in cui i medici veterinari lavoravano da soli e basta. Poi venne un successivo periodo in cui si cominciò a prendere in considerazione la possibilità, professionale, ma anche fiscale, che potessero associarsi fra di loro, generando di fatto una “persona giuridica”, professionalmente e fiscalmente autonoma rispetto alle singole persone fisiche componenti. Come in tutte le cose però, il mondo va avanti per la sua strada e capita giocoforza che cambiamenti nel comune sentire, ampiamente diffusi, finiscano per introdursi negli ambiti i più disparati, a prescindere dalla realtà primaria in cui sono nati.

Ecco quindi che, nel mondo veterinario, ha cominciato ad affacciarsi una figura – anzi due – rappresentate dal tecnico non veterinario e dall’investitore di capitali, che fin da subito hanno assunto la veste dei convitati di pietra della professione, dal punto di vista associativo.

Il motivo centrale del contendere è ovviamente rappresentato da chi prende le decisioni all’interno di questa ipotetica società composta da un medico veterinario, un tecnico non veterinario e un socio di capitali, laddove stiamo argomentando di un’attività dove prendere determinati tipi di decisioni fa una grande differenza in termini deontologici, tecnici ed economici, a seconda di chi le prende.

Forse, il punto da cui partire per tentare qualche riflessione su un argomento non certo di facile approccio sono proprio questi tre termini, perché la vita professionale del medico veterinario deve confrontarsi quotidianamente con la deontologia, con le procedure e i protocolli medici, chirurgici e terapeutici, nonché con l’evidenza oggettiva che si tratta anche di un’attività con precise valenze economiche, di cui non si può non tenere conto...

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