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Intervista ad Alessandro Schianchi

Veterinari stressati, sul piede di guerra? Le conseguenze della pandemia sulla psiche

Questa seconda ondata pandemica sta mettendo a dura prova il benessere dei medici veterinari, sul lavoro come nella vita privata, amplificando i timori e accentuando i conflitti. Sale il livello di bellicosità nelle relazioni con colleghi e clienti, la cui gestione è tra le principali fonti di stress. A questo tema sarà dedicato un Webinar gratuito il prossimo 26 novembre, che fornirà le chiavi per negoziare con successo i conflitti.

 

Quanti medici veterinari, in questo secondo tsunami pandemico, si sentono più ansiosi e stressati e hanno maggiori difficoltà a gestire le relazioni con colleghi e clienti?

Quanti sono sfiduciati rispetto al loro futuro professionale ed economico? Oppure in preda a notti insonni e disturbate?

Sono domande tutt’altro che scontate per i professionisti della salute animale in questa impennata di contagi da SARS-CoV-2, che ci è piombata addosso come un fulmine a ciel sereno, o quasi.

Non è infatti un mistero che tra le professioni sanitarie, quella veterinaria presenti criticità peculiari già in condizioni di normalità.

Ne sono esempi il rapporto con i clienti difficili, il pesante carico di lavoro a cui spesso non corrisponde un equivalente riconoscimento sociale ed economico, le difficoltà nell’equilibrare la vita professionale con quella privata, un tasso di suicidi maggiore rispetto ad altre professioni, solo per citarne alcuni.

E ora, a questo quadro tutt’altro che roseo, si aggiungono anche le tinte fosche della pande- mia, che non fa che estremizzare difficoltà e conflitti.

Non a caso, l’ultima ricerca1 della British Veterinary Association condotta nei primi sei mesi del 2020 nel Regno Unito ha evidenziato che i tre quarti dei veterinari inglesi sono preoccupati per lo stress e il burnout a cui è sottoposta la categoria in seguito alla Covid-19. 

Alessandro Schianchi, veterinario e psicologo.

E in Italia, come stanno i veterinari in quanto a benessere psicologico? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Schianchi, medico veterinario e psicologo, nonché curatore della rubrica “Appunti di psicologia” del nostro settimanale, che da molti anni si occupa di benessere nella professione veterinaria.

Il prossimo 26 novembre, alle 21, il dott. Schianchi sarà relatore di un Webinar gratuito2, organizzato da La Settimana Veterinaria, intitolato: “I segreti per gestire i conflitti nella professione veterinaria e ritrovare l’armonia (per partecipare, è necessario registrarsi su: http://ow.ly/xsOl50CgLJl).

Le relazioni conflittuali sul lavoro rappresentano infatti una delle maggiori cause di stress lavotativo riscontrato attualmente dai veterinari. 

 

La Settimana Veterinaria: Alessandro, quali sono i principali disturbi che stai rilevando sul piano psichico tra i colleghi veterinari in questa seconda ondata pandemica? 

 

Alessandro Schianchi: Questi sono giorni incerti, di paura e smarrimento. Sono giorni di déjà-vu, “sospesi” tra attesa e allarme.

La sensazione di non avere il controllo della situazione ci rende increduli e impauriti.

Tornano i bollettini di guerra e chi è ne uscirà ne porterà inevitabilmente i segni.

La categoria dei medici veterinari, così come quelle di altre professioni sanitarie, ha dovuto fronteggiare le mille difficoltà quotidiane legate alla cura dei loro pazienti, nelle limitazioni imposte da una necessaria distanza sociale. 

Nella nostra professione, registriamo un livello medio di burnout.

Nel trascorrere dei giorni, tra i colleghi compaiono sempre più chiari lievi disturbi per certi versi riconducibili a quelli post-traumatici da stress: stati d’ansia, cali del tono dell’umore, pensieri, immagini o ricordi intrusivi legati all’evento pandemico.

E ancora: incubi ricorrenti, involontari e intrusivi, reazioni dissociative (per esempio il flashback), pensieri e credenze esageratamente negative e persistenti che riguardano sé stessi, gli altri e il mondo.

E se la paura ci lascia in pace durante il giorno, si ripresenta di notte, nel contenuto dei sogni.

Molte ricerche hanno evidenziato come vi sia stato un incremento dei disturbi del sonno, legati all’aumento dell’attività onirica notturna e alla presenza di sogni disturbanti, se non di veri e propri incubi con temi legati a distruzione e rinascita. 

 

SV: La pandemia ha di fatto accentuato le difficoltà da tempo presenti in ambito professionale, prima fra tutte la gestione delle relazioni conflittuali con colleghi e clienti.

È questo il tema che proporrai nel prossimo Webinar gratuito del 26 novembre, organizzato da “La Settimana Veterinaria” in collaborazione con Summa.

Come affronterai l’argomento?

 

AS: A distanza di qualche anno dalle prime indagini condotte sui medici veterinari italiani, si è rilevato come le cause stressogene professionali siano oggi differenti dal passato.

Rispetto a fattori quali guadagno e impegni amministrativi, ritenuti centrali nelle precedenti ricerche, nella dimensione del benessere lavorativo sono ora cruciali gli aspetti legati alle difficoltà nelle relazioni sul lavoro, sia tra colleghi che coi proprietari.

A detta dei veterinari italiani, tra le prime cause di stress lavorativo vi sono: la relazione conflittuale con un proprietario “difficile”, il collega che interferisce od ostacola il normale svolgimento del lavoro e il collega che si comporta in modo sleale. 

Le ultime indagini rivelano con chiarezza che il “mondo relazionale” della Medicina Veterinaria è indubbiamente cambiato.

In un simile contesto, la professione di medico veterinario ha subito, negli ultimi dieci anni, delle mutazioni “epocali”.

Se da un lato, l’animale da compagnia è divenuto a pieno titolo un membro della famiglia, dall’altro la grande quantità di informazioni disponibili ha aumentato le conoscenze scientifiche e le esigenze del suo proprietario. 

Inoltre, in tempi di pandemia tutto si porta all’estremo.

La necessaria regolamentazione delle visite, ottenuta attraverso gli appuntamenti e nel rispetto delle distanze sociali, ha spesso allungato i tempi di attesa, riducendo il livello di soddisfazione dei clienti.

L’impossibilità - resa necessaria dalle misure anti Covid19 - di accompagnare il proprio animale in ambulatorio e partecipare alla visita impedisce nel cliente un normale contenimento del suo livello di preoccupazione, mentre nel medico aumenta il grado di difficoltà (e pericolosità) della visita. 

Infine, l’impiego dei dispositivi di protezione limita la comprensione e affievolisce il patto d’intesa che normalmente si instaura tra veterinario e proprietario, contribuendo ad aumentare il livello di bellicosità nella relazione.

Il Webinar del prossimo 26 novembre, attraverso esempi e situazioni pratiche, fornirà le chiavi per comprendere le dinamiche dei conflitti e le soluzioni per negoziarli, nel tentativo di resistere al logorio della vita lavorativa in questi tempi incerti e ritrovare la gioia di “fare il veterinario”. 

 

SV:   Dopo aver scritto nel 2018 il tuo libro "Come sopravvivere al mestiere di veterinario ed essere felice!", a dicembre ne uscirà uno nuovo sull’Acceptance and Commitment Therapy (ACT). Di cosa di tratta?

 

AS: Ti rispondo con una domanda: Cosa farò oggi? Come tutte le persone che conosco, probabilmente passerò la giornata a parlare con me stesso!

Ogni giorno ci intratteniamo infatti in discussioni interminabili con la nostra mente, o almeno così sembrerebbe.

In verità è lei che ci intrattiene. Siamo come pesciolini intrappolati nella rete dei nostri pensieri e il cervello, da astuto pescatore, sa come farci abboccare e portarci lontano dalla vita che stiamo vivendo.

Il presente ci mette ansia, il futuro ci terrorizza e il passato ci rende nostalgici. Spesso la nostra mente ci fa stare male, ma non lo fa per cattiveria.

È stata l’evoluzione a progettarla così: un meraviglioso strumento di adattamento deputato a salvarci la vita. 

Ma come fare quando il cervello, da saggio consigliere, si trasfroma in un tiranno? 

Scrivere questo libro mi ha dato la forza di superare i momenti di difficoltà del periodo più buio che abbiamo passato, fare pace con me stesso e ritrovare un po’ di leggerezza.

Nel libro descrivo una tecnica molto semplice che ciascun collega può mettere subito in pratica per fare pace con se stesso, col suo cervello, nonché ritrovare la serenità e il benessere dai quali lo stress della vita quotidiana ci allontana sempre più.

Ne anticiperò qualche tecnica anche nel Webinar del prossimo 26 novembre. 

Maria Rosa Cama 

 

1. Leggere La Settimana Veterinaria n. 1164 dell’11 novembre 2020 a pag. 20.


2. Il Webinar si terrà venerdì 26 novembre alle ore 21. Per partecipare, è necessario registrarsi su: http://ow.ly/xsOl50CgLJl

 

 

 

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