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Pandemia da SarsCoV-2

Il medico veterinario una figura in ombra

La figura del medico veterinario non è stata tenuta in debito conto non solo dall’opinione pubblica, ma anche dalle varie dirigenze politiche. Di fatto è venuta a mancare la locuzione di medicina unica proprio nel momento in cui andava messa in atto.

Lock-downdrive-in, tamponi e tracciamento, zona rossa e coprifuoco, lavoro agile e ripresa produttiva, wet-market e pipistrelli, virus e vaccini. Sono davvero molti i capisaldi terminologici che in maniera martellante e ossessiva sono entrati nella quotidianità della vita della popolazione italiana e tutti riconducibili a un comune determinatore che dapprima – finché il nuovo morbo sembrava contenibile in Cina e Paesi confinanti – veniva pronunciato con una certa sufficienza, ma in seguito con apprensione e sconcertante timore: pandemia. Tra i tanti effetti secondari della pandemia da SarsCoV-2 c’è stato quindi anche quello di riversare sull’opinione pubblica termini e locuzioni che erano prevalentemente appannaggio tecnico delle professioni sanitarie. Passaggio mediato ovviamente dagli organi d’informazione, ma soprattutto dai cosiddetti social mediache sempre più pervasivamente sostituiscono i primi in maniera aggressiva e non sempre improntata alla necessaria correttezza...

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