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Contaminazioni nelle strutture veterinarie: studio britannico

Il cellulare, fonte “insospettabile” di microrganismi potenzialmente patogeni

Tra le varie attrezzature presenti nelle strutture veterinarie, ve ne sono alcune che posso no essere trascurate nel normale processo di pulizia e sanificazione, ma che possono invece ospitare microrganismi patogeni, anche resistenti agli antibiotici.
Si tratta dei dispositivi elettronici portatili (
portable electronic devices, PED), nello specifico cellulari e tablet, che vengono toccati migliaia di volte al giorno, senza pensarci, ma che portati in un ambiente medico come una struttura veterinaria possono diventare supporto per patogeni, come hanno dimostrato i ricercatori della Bristol Veterinary School (Regno Unito) in un recente studio1.
Scopo della loro ricerca è stato infatti quello di studiare la prevalenza della contaminazione da stafilococco dei PED in ambiente ospedaliero, identificarne la fonte e determinare la patogenicità degli eventuali ceppi ritrovati. Di questi, inoltre, è stata valutata la resistenza agli antibiotici, e tramite PCR gli stafilococchi isolati sono stati genotipizzati e classificati.
Lo studio si è svolto tra il personale dell’Ospedale veterinario dell’Università di Bristol, dove il 96% ha un telefono cellulare o un tablet di proprietà, e l’85% lo usa quotidianamente durante il lavoro.
Hanno partecipato allo studio 50 membri dello staff su 70. Sono stati quindi campionati lo schermo e i pulsanti dei loro dispositivi, ottenendo dati da 47 PED. Inoltre, agli operatori ospedalieri è stato chiesto di compilare un questionario per determinare la frequenza di utilizzo dei loro PED, le abitudini e il metodo di pulizia dei dispositivi.
Il 68% dei dispositivi esaminati (32) è risultato contaminato da stafilococchi, in particolare il 36% (17 dispositivi su 32) lo era da ceppi resistenti alla vancomicina e il 2% (1 cellulare) all’oxacillina.
Georgia Vinall, una degli autori dello studio, ha spiegato che “Staphylococcus spp
. è stato isolato con una media di 10 colonie per dispositivo. Il sequenziamento del DNA ha identificato tre specie di stafilococco: S. capitis, S. epidermidis e S. hominis, molto probabilmente associati a infezioni nell’uomo”.
Per quanto riguarda la pulizia, solo il 54% dei partecipanti ha dichiarato di pulire il proprio dispositivo: quotidianamente solo il 6%, il 15% una volta a settimana e il 33% meno di una volta alla settimana. Il 44% del personale che ha partecipato all’indagine non puliva mai il proprio PED. Inoltre, tra chi ha dichiarato di pulire il proprio PED, solo il 54% ha detto di usare un disinfettante.
Questo studio”, concludono gli autori, “
mostra che i PED possono essere contaminati da microrganismi potenzialmente patogeni. Questo lavoro non si è concentrato sulla trasmissione di questi microrganismi e, quindi, non è chiaro quali siano le implicazioni cliniche di questa scoperta, tuttavia sembra prudente sviluppare protocolli adeguati per la pulizia dei PED negli ospedali veterinari”, e consigliano di creare delle “stazioni di pulizia PED” dove lasciare a disposizione salviette disinfettanti o uno spray antimicrobico, e di impostare sui PED stessi dei timer per ricordare di disinfettare il dispositivo, oltre alle proprie mani. 


Monica Vajna de Pava


1. Vinall G, Cogan T, Jeffery A, Tivers M. Staphylococcal bacterial contamination of portable electronic devices in a large veterinary hospital. JSAP, 2021;62(4):253-256.

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