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Neuroscienze affettive

Conoscere le emozioni per comprendere gli animali

Non è possibile fornire agli animali da compagnia o da reddito ciò che li fa stare bene, se non si ha idea di cosa abbiano realmente bisogno e di come “funzionino”.

Il XXI secolo ha portato con sé quelle che, in un primo momento, sarebbero potute sembrare profonde modifiche dell'interazione uomo-animale domestico. Negli ultimi decenni, infatti, la pressione dell'opinione pubblica, generata da una crescente consapevolezza e maturità sociale, ha spinto i Paesi più progrediti ad approvare una serie di leggi e applicativi sempre più stringenti, per la tutela degli animali e dei loro bisogni. Tuttavia, l'attuale approccio al tanto decantato benessere animale, riferito agli animali da reddito o da affezione che sia, è paragonabile all'andare a pesca muniti di giravite e cazzuola. A metà del '900 la comprensione dell'agio/disagio degli animali ha preso spunto dallo studio del loro comportamento in ambiente artificiale (comportamentismo) e nell'ambiente naturale (etologia), senza mai cercare di comprendere cosa ci fosse nel centro di comando, ovvero nella scatola cranica. Certo, era già un bel passo avanti, se consideriamo che

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