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Eutanasia

Le parole per accompagnare il fine vita

Nel contesto di fine vita di un animale di casa, la famiglia subisce un carico emozionale importante. Una buona comunicazione tra lo staff veterinario e famiglia aiuta a prendere una decisione il più serena possibile, ad armonizzare le relazioni e a favorire il lutto. Ecco alcuni chiarimenti sulla semantica e consigli pratici per la gestione di questa situazione.

Durante la presa in carico del fine vita di un animale di casa, le famiglie spesso vivono un carico emozionale importante. La maggior parte di esse identifica il proprio medico veterinario come il principale alleato che può sostenerli e guidarli nella scelta. Esse si aspettano che il professionista dimostri sensibilità ed empatia nei loro confronti e anche in quelli del loro animale, che risponda alle domande e che durante il processo decisionale – orientato a valutare se effettuare o meno l’eutanasia – valuti insieme a loro le tappe che li attendono e che accetti, convalidi e accompagni il loro sentimento di colpa e/o di tristezza.

Questa aspettativa di sostegno emotivo da parte delle famiglie può essere fonte di grande stress per i medici veterinari tanto che spesso nutrono dei dubbi circa il modo migliore per farlo.

Come dimostrato da numerosi studi, in questo contesto,...

 

 

.... E se è presente un bambino?

La comunicazione deve essere impostata in maniera differente se al colloquio è presente un bambino. Infatti, la percezione di morte e, a seguire di lutto, evolve con l’età; in particolare, il concetto maturo di morte richiede la comprensione di sotto-significati che sono acquisiti progressivamente nel corso dello sviluppo psicologico del soggetto. Per il bambino presente alla visita, potrebbe essere...

 

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