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Veterinari in pericolo

Il personale veterinario di Nowzad resta in Afghanistan

L’associazione Nowzad1, che si occupava di benessere degli animali da compagnia in Afghanistan, ha completato l’evacuazione degli animali presenti nella sua struttura (circa un centinaio di cani e una sessantina di gatti, soprattutto animali utilizzati dalle forze armate nell’esercizio delle loro attività militari), che sono stati portati, assieme al fondatore dell’associazione Pen Farthing, nel Regno Unito. Operation Ark, così è stato battezzato il salvataggio, ha però suscitato critiche perché il personale veterinario afgano, un totale di 26 persone tra infermieri e veterinari, tra cui molte donne medico veterinario, le prime ad essere state formate e qualificate in Afghanistan, non è stato imbarcato sull’aereo assieme agli animali ma è stato costretto a rimanere a Kabul, dato che i talebani hanno consentito l’espatrio solo ai cittadini afgani possessori di un visto statunitense.

 

In un’intervista alla rivista britannica VetTimes Iain McGill, veterinario capo di Operation Ark, ha ricordato nell'intervista che la missione principale dell’operazione Ark era quella di far uscire le persone dall’Afghaniostan e che quindi la missione rimane “totalmente incompiuta; abbiamo completato solo il primo terzo della missione, (…). Stiamo lavorando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per far uscire tutte queste persone in un modo o nell'altro e abbiamo i fondi per farlo. Ovviamente è molto pericoloso e dobbiamo farlo bene".

 

 

1. Leggere La Settimana Veterinari n. 1200 dell’8/9/2021 a pag. 16.

Fonte: Nowzad.com; VetTimes.

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